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Riprendo la pubblicazione (interrotta da un bel po, a dire il vero) delle notizie degne dei Darwin Award, ovvero storie di gente che ha contribuito a migliorare il genere umano rimuovendosi da esso in modo particolarmente stupido (o che meriterebbe di togliersi da esso in modo particolarmente stupido).
Quello che vedete nella foto è uno dei miei personaggi di World of Warcraft il gioco online (MMORPG) con il più alto tasso di crescita della storia (10 milioni di utenti nel mondo). Giusto per capirci, da quando è stato lanciato sul mercato (nel 2005) il suo tasso di crescita è stato incomparabile rispetto a qualsiasi altro videogioco della stessa categoria (vedi il grafico con il tasso di crescita). Se volete saperne di più sul gioco, qui su Jaiku ne parlavo tempo fa.
Il gioco si svolge in un’ambientazione fantasy popolata di draghi, paladini, orchi, elfi, con alcune fazioni in guerra fra di loro. Avrete certamente capito che lo scopo del gioco non è di certo fare amicizia e chiacchierare in compagnia, ma darsele di santa ragione.
Il “giovane” Richard Bartle (classe 1960), autore negli anni 70 del primo mondo virtuale, dall’alto della sua esperienza ci fa sapere che World of Warcraft è un gioco violento e che infrange la convenzione di Ginevra.
Tutto nasce dalle critiche rivolte da Bartle a una delle tante missioni del gioco che prevede di estorcere a un prigioniero delle informazioni torturandolo.
Uno dei migliori commenti a tutta la vicenda l’ho letto su PI a firma di 0verture e dice:
“I Draghi non li affronti mica in punta di spada, ma con un fiore !Una rosa in bocca, una margherita in mano, un tulipano in c… e via al galoppo contro l’infida bestia !”
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Il 3 Maggio è lo shutdown day, un giorno in cui tenere spento per 24 ore qualsiasi apparecchio elettronico ( computer, console, ecc. ).
L’idea nasce da un’associazione no-profit ( Shutdown Day ) per promuovere l’idea che non bisogna esagerare con la tecnologia e bisogna passare un po più di tempo all’aria aperta e con la famiglia.
Sul sito sono presenti due bottoni per indicare se ci si asterrà o meno dall’uso della tecnologia in quel giorno.
Purtroppo ne manca un terzo… servirebbe un bottone “che idea idiota”.
Chi è dipendente dalla tecnologia ( come il sottoscritto, lo ammetto ) non smetterà di usarla in quel giorno solo perchè lo promuove ( usando la tecnologia ) un’associazione canadese. Chi non è dipendente dalla tecnologia non verrà mai neanche a sapere di questa iniziativa anche se trasmessa in televisione ( normalmente la gente tende a ignorare ciò che non capisce o a cui non è interessata ).
Cui prodest ? Chissà… però i banner pubblicitari presenti sul sito potrebbero essere un indizio…
C’è anche un piccolo darwin award nella sezione “about us”
“Shutdown Day started off in early 2007, when Denis Bystrov, a computer programmer living in Montreal, Canada, realized that he spends too much time with his computer and wants one day to spend entirely with his family. “
Cioè sto tizio, un programmatore, avendo realizzato che passava troppo tempo al computer, ha ben pensato di passarne ancora di più per organizzare tutto questo carrozzone mediatico.
Mi ricorda tanto un aneddoto letto sul libro “La Casta di G.A. Stella e S.Rizzo, riguardante quel sindaco che per stabilire se il comune aveva o no bisogno di una consulenza esterna ha pensato di assumere un consulente per studiare se era il caso o no di assumere un consulente.
( per quanto questo più che da darwin award era un caso da San Vittore award )
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Da: Corriere.it
Il sacerdote cattolico Adelir Antonio di Carli si era appeso a dei palloni pieni di gas per battere il record di specialità
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Il cosidetto «prete volante» è scomparso domenica dopo essersi librato in aria, appeso a un grosso grappolo di palloncini gonfiati con l’elio, dalla città portuale di Paranagua. Indossava un casco, una tuta termica, un impermeabile e un paracadute. L’intento del reverendo era di battere il record di durata nel volo appeso a palloncini e di raccogliere, battendo il precedente record di 19 ore, un po’ di danaro per realizzare un’area di sosta “spirituale” per i camionisti a Paranagua, il più grande porto granario del Brasile.
La selezione naturale all’opera /2
L’immagine è di KateMonkey ed è rilasciata con una licenza Creative Commons
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Da: Repubblica.it
Da cinque mesi sono chiusi in una grotta a Penza nella Russia centrale, qualche centinaio di chilometri da Mosca. Attendono la fine del mondo prevista per il 27 aprile, giorno della Pasqua ortodossa. Sono barricati in un cunicolo freddo e buio insieme ai loro figli, indottrinati da un santone che si fa chiamare svjatoj Pjotr, nuovo san Pietro. E che ha scelto di restare in superficie.
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Pjotr Kuznestov, che nella grotta non ha mai messo piede. Accusato di propaganda dell’odio religioso, da qualche settimana è rinchiuso in un ospedale psichiatrico per un trattamento medico dopo che ha tentato il suicidio sbattendo la testa contro un ceppo di legno. Sembra che soffra di schizofrenia e, in passato, ha dormito quattro mesi in una bara.
Quando si dice la selezione naturale all’opera
L’immagine è di KateMonkey ed è rilasciata con una licenza Creative Commons