Sab, 29. settembre 2007
Caos Urbano

Ieri ho passato l'intera giornata in macchina (sono andato da Vicenza a Treviso e poi da li a Milano) e ho avuto modo di incocciare con i limiti (grossissimi) della tecnologia che sta alla base delle attuali soluzioni dei sistemi di navigazione GPS per auto.
1) Il sistema basato sulla cartografia su DVD (o su memoria) non funzionerà mai.
I comuni usano le strade come terreno di sperimentazione, cambiando in continuazione i sensi di marcia, mettendo e togliendo rotatorie, semafori, aumentando e diminuendo i limiti di velocità ogni mese.
Senza contare i cantieri temporanei (che da noi significa secolari). Se si considera che l'aggiornamento delle mappe avviene mediamente ogni anno, in breve ci si ritrova con una cartografia inutilizzabile che manda in confusione totale il sistema di navigazione (che consiglia di andare laddove non si può più o sceglie strade di campagna laddove hanno appena finito di costruire una statale velocissima).
2) Il sistema basato sulle informazioni del traffico ricevute via radio o GPRS è inadeguato.
Le condizioni del traffico cambiano in pochissimi minuti, sapere che c'è un incidente o si è formata molta coda non mi serve a nulla se quando l'informazione mi arriva mi trovo esattamente dentro l'ingorgo.
Inoltre, quando anche l'informazione dovesse arrivare per tempo, sono solo le strade di maggiore importanza ad essere monitorate, questo vuol dire che (il più delle volte) il sistema sceglierà una strada alternativa (non monitorata) che risulterà essere ancora più incasinata dell'ingorgo che si cerca di evitare.
3) Se becco chi ha inventato sta storia del "se possibile effettuare un'inversione a U" lo ammazzo.
E' praticamente vietato ovunque fare inversione a U... i casi in cui è realmente possibile farlo senza ammazzarsi si contano sulla punta delle dita di una mano, per quale oscuro motivo proporre questa manovra?
Ci sono poi alcuni fattori di complicazione che non sono propri del sistema di navigazione ma sono dovuti alla pianta di alcune città. Di fatto le città a pianta circolare e irregolare come Milano andrebbero rase al suolo e ricostruite con pianta regolare.
Mancare uno svincolo in città con questa pianta significa nella migliore delle ipotesi far andare in tilt il sistema di ricalcolo del navigatore (che inizierà a fare proposte agghiaccianti per riprendere il percorso) o (com'è successo a me ieri appena entrato in città) perdersi del tutto per aver cercato di evitare un ingorgo pazzesco passando per una zona della città che non conoscevo.
L'immagine è di eduardo.peiro ed è rilasciata con una licenza Creative Commons
Gio, 14. giugno 2007
Cose che succedono

Poche sono le certezze della vita...
1) Che al sole ci si scotta
2) Che sulla Torino Venezia, fra Bergamo e Milano c'è code per un motivo qualsiasi
3) Che prima o poi bisogna iscriversi a un barcamp
Questa settimana ho voluto centrare tutte e tre queste certezze !
Mi sono scottato al sole aspettando come un cretino 3 ore fuori dagli uffici di un cliente, dove qualche deficiente si era fatto spedire una busta con "polvere sospetta" poi scoperto essere una polverina contro il malocchio (glielo farei io, male a un occhio a questo idiota)
Nel frattempo, ovviamente, tutta la macchina carabinieri-vigili_del_fuoco-ASL-ARPA si era attivata e aveva bloccato tutto e tutti (chi era dentro, dentro. chi era fuori, fuori).
Dopo l'insolazione mi sono messo in macchina a macinarmi i miei 250 km di autostrada e, ovviamente, arrivato all'altezza di Bergamo si è istantaneamente materializzata (laddove prima non c'era nulla) una coda spaventosa.
Per scongiurare un po tutta questa sfiga (a dimostrazione che la polverina del pirla di cui sopra non funziona) mi sono iscritto al CampSant, il NoCamp "definitivo", la non conferenza cui non puoi mancare (O forse sì)
Ho preparato anche un intervento dal titolo: "Prendesti il treno... lo prendesti in pieno - L'inevitabilità nei ritardi delle FS può portare alla morte ?"
L'immagine è di Orcanus ed è rilasciata con una licenza Creative Commons
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