Gio, 21. febbraio 2008
Il diritto inverso

Paro paro da: Letturalenta
«Chiederemo il mandato elettorale per difendere (…) le donne lasciate sole e private del diritto di non abortire». [Giuliano Ferrara]
Il diritto di non abortire… Quasi quasi fondo un partito in difesa del fondamentale diritto di non aprire un negozio di frutta e verdura, diritto vergognosamente negato dalle leggi che consentono di aprirlo. Vuoi che non trovi qualche migliaio di persone disposte a votarmi?
Anzi no, ho deciso, niente partito. Fonderò un gruppo di pressione con un solo punto programmatico: far approvare all’ONU una moratoria delle fesserie.
L'immagine è di Boch ed è rilasciata con una licenza Creative Commons
Lun, 24. settembre 2007
Privacy ? A chi serve ?

Ho cercato di trovare una spiegazione diversa da quella che viene in mente a tutti di primo acchito (cioè accontentare una lobby a scapito dei diritti di tutti gli altri) ma onestamente non ci sono riuscito. Sarà un mio limite.
Chissà perchè poi maggioranza e opposizione su queste porcate si trovano sempre d'accordo. Ormai c'è da preoccuparsi quando vanno d'accordo, non quando si sfanculano.
Da: http://www.adunanzadigitale.org/privacy/
E' in corso al Senato un nuovo tentativo di svuotare la legge sulla protezione dei dati personali, a danno dei cittadini e dei lavoratori e a favore delle imprese. La Commissione Industria sta esaminando gli emendamenti alla cosiddetta "lenzuolata Bersani". In seguito alle pressioni di forti organizzazioni imprenditoriali, alcuni parlamentari di entraambe gli schieramenti hanno proposto che tutte le imprese siano esonerate dal predisporre le misure minime di sicurezza a tutela dei dati personali.
Prima dell'estate la Camera aveva già introdotto questo esonero per le imprese con meno di 15 dipendenti. Ora si vorrebbe estendere la cosa a tutte le aziende, violando così la normativa comunitaria, che non consente di sottrarre intere categorie di titolari del trattamento dall'ambito applicativo della disciplina della sicurezza dei dati personali.
Secondo la nostra legge ciascun titolare del trattamento ha l'obbligo di adottare misure di sicurezza "idonee" a ridurre "al minimo" i rischi di distruzione o di perdita, anche accidentale dei dati o di accesso non autorizzato ai dati stessi, ed è esposto a responsabilità per risarcimento del danno ove non riesca a provare di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il pregiudizio eventualmente verificatosi. Tutto ciò verrebbe ora cancellato per le imprese. Già era grave l'esclusione delle piccole imprese.
L'estensione a tutte le aziende è addirittura paradossale, oltre che gravemente lesivo dei diritti dei cittadini. Basti pensare ai dati, anche sensibili, dei lavoratori dipendenti da queste imprese. Un esempio? Le notizie riguardanti la salute. E' un micidiale attacco ai diritti fondamentali.
Ma se tale approccio si rivela come un indizio preoccupante di una deriva sociale che antepone i profitti ai diritti dei cittadini, può trasformarsi in un boomerang per le stesse aziende.
Infatti, se tale esonero può apparire nell'immediato come un "risparmio" per le aziende, avrà l'effetto di ingenerare perplessità e sfiducia nei lavoratori e nei clienti, che non si sentiranno più adeguatamente tutelati, sollecitando i consumatori a preferire quelle imprese che la privacy la considerano un valore da tutelare e un asset della propria attività.
Tale esonero determinerà anche un freno alla spinta innovativa di quelle aziende che nella tutela e nel corretto trattamento dei dati personali hanno trovato uno stimolo per innovare procedure e professionalità e ampliare la propria offerta di servizi.
Ancora più grave è però che gli stessi emendamenti prevedono l'eliminazione delle tutele per le persone giuridiche, gli enti e le associazioni. Si dà il via libera alla schedatura delle associazioni con l'effetto di limitare grandemente il diritto alla libertà di associazione, critica e libera manifestazione del pensiero che sono il sale di ogni democrazia.
Per questo chiediamo al Parlamento di intervenire subito per impedire un attacco tanto micidiale alla libertà dei cittadini.
Stefano Rodotà, Fiorello Cortiana, Carlo Formenti, Arturo Di Corinto
Dom, 9. settembre 2007
E che sarà mai...
Scritto da Cataldo Cigliola
at
23:45
Sulla proposta di Beppe Grillo di cacciare dal parlamento tutti i politici condannati:
Da: Repubblica
Che sarà mai il reato di vilipendio alla bandiera Italiana per un Senatore della Repubblica Italiana
Bossi: "Che esagerazione" - Il nome del senatùr è stato scandito sul palco dal comico genovese come uno dei 25 deputati condannati che dovrebbero lasciare il posto in Parlamento perchè sia più "pulito". "E' un'esagerazione - dice Bossi - io sono stato condannato ma cosa vuol dire?". In fondo il suo era un reato (vilipendio alla bandiera) "non troppo grave e non troppo vicino al cuore della gente".
Da: Repubblica
Che sarà mai il reato di vilipendio alla bandiera Italiana per un Senatore della Repubblica Italiana
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